Imam di Bangui critica odio anticristiano

Centrafrica: negli Usa “la piattaforma dei religiosi per la pace”. [ Imam di Bangui critica odio anticristiano, lui è la dimostrazione del complotto saudita per conquistare il mondo, attraverso il massacri dei suoi jihadisti! .. tutta la agenda kabbalah Talmud di satanisti farisei Illuminati Spa FMi.. ] Mons. Dieudonné Nzapalainga e da Oumar Kobine Layama, rispettivamente arcivescovo e imam di Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, sono da sabato negli Stati Uniti per cercare di sostenere la causa del loro Paese, sconvolto dalla più grave crisi della sua storia. Secondo le informazioni raccolte dall’agenzia Fides, a loro si unirà il Pastore Nicolas Grékoyamé-Gbangou, presidente delle Chiese Evangeliche, proveniente dall’Arabia Saudita dove illustrato alle autorità locali la situazione centrafricana.
I tre leader religiosi hanno creato la “piattaforma dei religiosi per la pace”, una struttura molto attiva nel cercare di riportare la pace in Centrafrica e nella ricerca di aiuti internazionali per il martoriato Paese. Prima di partire per gli Stati Uniti, mons. Nzapalainga e l’imam Kobine hanno visitato insieme Bossangoa e a Bozoum nel nord del Paese, per lanciare un messaggio di pace e speranza alle popolazioni così duramente provate dalla violenze dei ribelli Seleka e delle vendette dei gruppi anti balaka. Il viaggio dei tre leader religiosi negli Stati Uniti avviene mentre al Palazzo di Vetro dell’Onu si dibatte sulla possibilità di inviare in Centrafrica una missione delle Nazioni Unite per stabilizzare il Paese. (R.P.)
Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2014/03/10/centrafrica:_negli_usa_%E2%80%9Cla_piattaforma_dei_religiosi_per_la_pace%E2%80%9D/it1-779999
del sito Radio Vaticana

Mai più cristianofobia. [imam di Bangui critica odio anticristiano: sono pochi i musulmani onesti come lui! ] Materiali sulle discriminazioni e sulle persecuzioni contro i cristiani nel mondo contemporaneo. ← Il rettore Alberto Tesi toglie il crocifisso, ma non è neutralità | UCCR. Il triste segreto del suicidio di Notre Dame – Vita.it →
21 maggio : memoria dei 7 Trappisti martiri di Tibhirine – VIETATO PARLARE
Pubblicato il 23 maggio 2013 da GPB
“Uomini di Dio” a Midelt
Sr. Patrizia (Trappiste di Valserena)
Il film Uomini di Dio (Des homme et des dieux) del regista X. Beauvois, premiato a Cannes nel 2010, hareso nota anche al grande pubblico la vicenda dei sette monaci trappisti di Tibhirine, in Algeria, rapiti e uccisi nel 1996 dai terroristi del “Gruppo islamico armato”, e dei quali furono fatte ritrovare soltanto le teste.
La piccola comunità di N. S. dell’Atlas, a Midelt, in Marocco, quattro fratelli dell’Ordine Cistercense della Stretta Osservanza (detto dei “Trappisti”), e due postulanti, arrivati proprio dopo aver visto il film, è l’erede di quella di Tibhirine, trasferitasi, dopo quei fatti, prima a Fés, in Marocco, e poi a Midelt, 200 km. a sud di Fés, in un vasto altipiano chiuso dalla catena del Medio-Atlante, a 1500 m. di altezza.
Qui vive anche P. Jean-Pierre Schumacher, 89 anni e una vitalità mite e tenace che brilla nei suoi occhi color del cielo, occhi di bambino, a dispetto dell’età, che traboccano di pace, gioia e serenità, come il sorriso che s’apre sul suo volto alla consegna generosa di un dono e di un segreto. È, ormai, l’ultimo sopravvissuto di Tibhirine, dopo che l’altro fratello, scampato con lui miracolosamente, e per chissà quale disegno di Dio, al rapimento, la notte fra il 26 e il 27 marzo del 1996, P. Amedée, è morto nel 2008, e, dunque, il testimone vivente di quegli avvenimenti e di una speranza che nelle sue parole, come nei suoi occhi e nel suo sorriso, ha la forza e la solidità della roccia.
Ma perché mai, ancora, una comunità trappista in terra d’islam, in uno stato confessionale come il Marocco, dove non è consentito professare una fede diversa da quella insegnata da Maometto, se non a chi è straniero, e in mezzo a una popolazione berbera, come qui, a Midelt?
Eppure che abbia la fortuna di incontrare e di conoscere questa splendida comunità non può che ringraziare Dio, e i fratelli stessi, di questa presenza. Una presenza silenziosa e nascosta, prima di tutto orante, segno gratuito e trasparente di una più grande Presenza.
“Essere uomini di preghiera in mezzo ad altri uomini di preghiera”, questo lo scopo dichiarato e perseguito dai fratelli, tanto che, in certe ore del giorno, si resta stupiti (meglio dire letteralmente commossi) al sentire come al canto dei monaci, nel piccolo coro, facciano eco, di lontano, le voci dei muezzin dai loro minareti.
Questi “uomini di Dio”, che vivono, oggi, qui, a Midelt, secondo la Regola di S. Benedetto e le costituzioni dell’Ordine di Citeaux, si dedicano al servizio e alla lode di Dio nella celebrazione liturgica e al lavoro manuale, in uno stile di vita semplice e fraterno, segnato fortemente dal timbro inconfondibile della carità.
“Ospiti” del popolo marocchino – come amano definirsi loro stessi – , musulmano nella sua totalità, essi intendono anche testimoniare come la pace è dono di Dio a tutti gli uomini di tutti i luoghi e di tutti i tempi e in particolare compito affidato a tutti i credenti.
L’apertura e lo spirito di comunione fraterna sono certamente il tratto distintivo di questa comunità, come si tocca con mano nell’accoglienza calda e premurosa riservata ai tanti visitatori, per la maggior parte stranieri, che passano per il monastero per sentire ancora parlare di Tibhirine, così come nei legami di collaborazione e di aiuto che la uniscono alla popolazione locale, come e forse più che a Tibhirine.
Ma non c’è solo Tibhirine, oggi, a Midelt. In una cappella dell’ampio cortile interno del monastero, riposa il corpo del P. A. Peyriguère (1883-1959), discepolo di Ch. de Foucauld morto in concetto di santità, e con lui un pezzo di storia e di fede della presenza cristiana in Marocco, una presenza che, oltre che con i fratelli, continua oggi, a Midelt, anche con un piccolo gruppo di sorelle francescane, che svolgono un’importante opera assistenziale e formativa anche nei villaggi vicini e che fanno riferimento al monastero le vita liturgica e spirituale.
Un tesoro davvero prezioso, dunque, la piccola comunità trappista di Midelt, per la Chiesa del Marocco e per tutta la Chiesa universale, in tempi in cui sempre di più ha bisogno di testimoni autentici del Vangelo.
Sr. Patrizia (Trappiste di Valserena) (pubblicato su ToscanaOggi)
Fonte: 21 maggio : memoria dei 7 Trappisti martiri di Tibhirine – VIETATO PARLARE

[perché il Governo Ucraino è golpista? perché non c'è nessun filo russo, nel suo esecutivo, ma anche questa notizia ANSA massonica non la ha data! ] Referendum in Crimea: stallo nella diplomazia. La Nato pattuglia la zona aerea. Il Referendum secessionista della Crimea di domenica prossima spacca la comunità internazionale. La Cina chiede moderazione a Stati uniti e Europa che lo ritengono incostituzionale. Allarmato il segretario generale dell’Onu, mentre la Nato avvia una ricognizione aerea. Anche Kiev non cede: mercoledì il premier sarà alla Casa Bianca e intanto con Mosca continua il braccio di ferro Oggi l’assedio di miliziani filorussi a una base della Marina e ad un ospedale militare di Sinferopoli. Sul fronte della trattativa la Russia rimanda al mittente le proposte di Washington e prepara un suo piano Il servizio di Giuseppe D’Amato. Sono già apparsi nelle strade i manifesti referendari. Il governo crimeano ne ha fatto stampare uno con il disegno della regione con una svastica sopra affianco di una penisola con il tricolore russo e con in mezzo la parola “oppure”. Questa la scelta, insomma. “Fermiamo il fascismo”, è lo slogan dei filo-russi.I tatari, però, non ci stanno e boicotteranno la consultazione di domenica. Non hanno nemmeno accettato l’offerta di numerose cariche nell’Esecutivo. Della stessa opinione dei tatari è anche la minoranza ucrainofona. Mosca ha dato la sua disponibilità ad inviare propri osservatori al referendum, i cui bollettini sono ora in stampa. Ed a proposito di osservatori, ma quelli militari, l’Esecutivo di Simferopoli è adesso pronto ad accogliergli, ma che non siano tutti di nazionalità dei Paesi della Nato. L’ospedale militare del capoluogo è stato occupato dalle milizie filo-russe. A Bakhcisarai, a metà strada tra Simferopoli e Sebastopoli, si è registrato un duro scontro verbale tra i soldati ucraini e filo-russi. Kiev, intanto, si è dichiarata disponibile a concedere maggiori poteri alle regioni.
Sulla crisi ucraina e sugli sforzi della diplomazia per trovare una soluzione, Amedeo Lomonaco ha intervistato Fabrizio Dragosei, inviato del Corriere della Sera:
R. – La diplomazia sta tentando di riprendere in mano le redini della vicenda, ma purtroppo ci sono difficoltà a fare passi avanti. Se non si riesce a mettere in contatto diretto Mosca con Kiev – e questo per ora non si riesce a fare – sarà difficile andare avanti. Nel frattempo, domenica, arriva questa scadenza del referendum della Crimea, che sicuramente porterà poi ad un fatto compiuto, che difficilmente sarà reversibile. La Crimea, che sappiamo essere in grande maggioranza abitata da cittadini di etnia russa, voterà sicuramente a favore dell’accorpamento con la Federazione russa. A quel punto, sarà certamente molto difficile riuscire a fare marcia indietro. Abbiamo, quindi, veramente pochi giorni, poche ore, perché la diplomazia riesca a riprendere in mano la situazione.
D. – E intanto Mosca giudica legittimo il referendum, l’Ucraina invece non intende cedere parte del proprio territorio. La via diplomatica, indicata da Stati Uniti ed Unione Europea, in questo momento sembra una delle poche soluzioni ipotizzabili...
R. – E’ anche ipotizzabile che si arrivi a un rimpasto di governo a Kiev, perché francamente è anche abbastanza curioso che in questo governo nato dalla cacciata di Yanukovich non ci sia neanche un personaggio che rappresenti la parte russofona. Io credo che forse se a Kiev ci fosse un rimpasto di governo, se il governo accettasse di trattare con le autorità della Crimea che hanno convocato il referendum, a quel punto questa parte avrebbe le carte in regola per chiedere a Mosca di bloccare il referendum e di riportare le sue truppe, che sono in Crimea, nelle basi russe previste dall’accordo con l’Ucraina.
D. – Per la Russia il gas è realmente un’arma per ricattare l’Occidente?
R. – Il gas russo in questo momento è un’arma abbastanza spuntata. Certamente, l’Europa dipende dalla Russia per gran parte delle sue forniture e l’Ucraina ancora di più. Però, siamo in primavera, le temperature sono miti e tutti i depositi, sia quelli ucraini sia quelli dei Paesi dell’Europa centrale e occidentale – parliamo di Italia, Germania, Repubblica Ceca e Ungheria – sono pieni di gas. Quindi, se la Russia tagliasse le forniture, dovrebbe tagliarle veramente per un periodo molto lungo – parliamo di mesi – per avere delle conseguenze. Si spera che la crisi non duri così tanto.
D. – Quali effetti avrebbero le sanzioni contro la Russia?
R. – Se effettivamente l’Occidente decidesse di varare quelle sanzioni di cui si è parlato, cioè il congelamento dei beni di tutti i personaggi russi coinvolti nella vicenda ucraina – e questo potrebbe coinvolgere ad esempio tutti i deputati della Duma, che sono centinaia e hanno sicuramente parecchi "asset" fuori del loro Paese – e se ci fosse un blocco dei visti, queste sarebbero sicuramente misure pesanti. Misure pesanti che, però, porterebbero poi inevitabilmente a delle contromisure e certamente ad un inasprimento veramente notevole della situazione, ad un clima non diciamo di guerra fredda, ma sicuramente a un clima degli anni passati, che in questo momento francamente nessuno vuole. Anche perché una volta, prima della Seconda Guerra mondiale, ci si chiedeva se fosse il caso di morire per Danzica, perché Danzica era il nodo sul quale si scontravano Polonia e Germania. Oggi, sicuramente in Europa e negli Stati Uniti nessuno ha intenzione di morire per l’Ucraina. E, d’altra parte, le colpe di quanto sta accadendo non sono così chiare e definite come si potrebbe pensare o come lo erano, certamente, nei rapporti tra Polonia e Germania nazista. L’Ucraina non ha tutte le ragioni, la Russia non ha tutti i torti.
Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2014/03/10/referendum_in_crimea:stallo_nella_diplomazia._la_nato_pattuglia_la/it1-780317
del sito Radio Vaticana

king saudi arabia -- tu credi veramente, che riconoscendomi, come Unius REI, tu mi fai un favore a me? allora, tu devi essere veramente pazzo! quello che io faccio è soltanto per glorificare Dio JHWH, con la mia vita!

Mozambico. I vescovo di Tete denuncia: "Multinazionali sempre più ricche, popolazione sempre più povera" [ questo è vero, in tutto il mondo ] il FMI deruba i popoli e le banche, poi i Governi devono sostenere le banche.. la malvagità avidità satanica dei farisei è il più grande satanismo della storia del genere umano! In Mozambico, le multinazionali non rispettano le leggi, i contadini non vengono risarciti e abbandonano i propri villaggi ridotti alla miseria: è la denuncia di mons. Inácio Saure, vescovo di Tete. Ascoltiamo la testimonianza di padre Graziano Castellari, missionario comboniano, collaboratore di Nigrizia, intervistato da Maura Pellegrini Rhao: R. - La situazione sta sempre peggiorando perché per fare soldi non si interessano più della gente, ma si interessano più dei soldi delle multinazionali. Quello è il problema più grave.
D. – Il pericolo di nuove rivolte è sempre più concreto...
R. – C’è un clima sociale molto degradato in tutto il Mozambico. La zona di Tete è la più pericolosa perché è l’area più ricca e tutte le multinazionali si lanciano su questa zona per accaparrarsi le risorse.
D. – Qual è il ruolo dello Stato in tutto questo?
R. – Lo Stato esige poco dalle multinazionali e molto dalla gente. Hanno moltissime facilitazioni e queste contribuiscono ad evidenziare la disuguaglianza di trattamento tra le multinazionali e la popolazione. In questo momento la popolazione non gode per niente dei suoi benefici, del terreno e delle risorse che hanno; è proprio quella che soffre di più per gli immensi giacimenti che ci sono e che non restituiscono niente a loro.
D. – Le proteste precedenti, dunque, non hanno riscosso nessun successo...
R. – I contadini, in tutto il Mozambico, non hanno avuto successo: hanno sempre perso questi grandi appezzamenti di terra perché il governo appoggia le multinazionali e le vuole. Le richieste presentate al governo non sono state ricevute e quindi la popolazione non ottiene nessun risultato.
Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2014/03/09/mozambico._i_vescovo_di_tete_denuncia:_multinazionali_sempre_pi%C3%B9/it1-779848
del sito Radio Vaticana


notizia del 2014-03-10 10:57:08 India. Attacco ad una sala di preghiera cristiana in Orissa: due arresti. Due persone sono state arrestate dopo l’attacco ad una sala di preghiera cristiana in costruzione in Orissa. In seguito all’episodio, che ha ridestato l’incubo degli attacchi anticristiani, il governo dell’Orissa ha schierato 70 agenti di polizia nel villaggio di Pradhanpada, nel distretto di Kandhamal, in Orissa. L’attacco è avvenuto il 6 marzo scorso, da parte di un gruppo di integralisti indù. Come riferito all'agenzia Fides, l’intervento della polizia intende prevenire ulteriori problemi e ripristinare la normalità. Nell’incidente gli integralisti hanno attaccato la struttura in costruzione per ostilità verso la fede cristiana e accusando le famiglie cristiane che ne curavano l’edificazione di voler fare “proselitismo”.
Dopo la denuncia presentata dai cristiani, alcuni leader dell’amministrazione del distretto, di organizzazioni della società civile e di comunità religiose locali si stanno adoperando per una composizione amichevole della questione. Fonti di Fides affermano che nel distretto di Kandhamal la tensione resta sotto traccia nella società e i fedeli continuano a vivere in uno stato di paura. Il distretto è stato teatro dei massacri anticristiani del 2008, che fecero 100 morti e oltre 50mila sfollati. A diversi anni dalle violenze estremiste, numerosi colpevoli restano liberi, mentre continuano le discriminazioni verso quanti sono tornati nella propria casa, nell’inerzia del governo e della polizia. (R.P.)
Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2014/03/10/india._attacco_ad_una_sala_di_preghiera_cristiana_in_orissa:_due/it1-780037
del sito Radio Vaticana
notizia del 2014-03-10 [ tutta la felicità del salafita saudita assassino seriale, per il califfato mondiale! ]
Egitto. La Chiesa copta ortodossa: evacuare i cristiani copti dalla Libia
In seguito alla strage dei 7 lavoratori copti ortodossi massacrati a Bengasi lo scorso 23 febbraio, la Chiesa copta ortodossa, attraverso il vescovo Pacomio, ha sollecitato le autorità civili competenti a favorire in tutti modi l'evacuazione dalla territorio libico dei copti emigrati in quel Paese per motivi di lavoro e che ora vogliono tornare in Egitto. Lo rivela - come riportato da fonti egiziane consultate dall'agenzia Fides - il giurista Tharwat Bakhit, avvocato di Cassazione e presidente dell'Osservatorio egiziano per i diritti umani. La notizia è stata confermata dal portavoce del Ministero degli Esteri egiziano Bar Abdel-Aty, il quale ha riferito che sono in corso fitti contatti con la segreteria del Patriarca Tawadros II per stilare le liste di copti che dalla Libia vogliono tornare in Egitto.
Domenica 23 febbraio i sette egiziani erano stati prelevati nelle loro abitazioni da uomini armati. I loro corpi sono stati ritrovati il giorno successivo in una località alla periferia della città. Le vittime sono state uccise da colpi d’arma da fuoco al petto e alla testa. Negli ultimi giorni, in Egitto, si susseguono i pronunciamenti e le manifestazioni dei copti – come la catena umana davanti alla locale sede dell'Onu convocata per domenica dal Movimento giovanile Maspero – per chiedere ammonizioni ufficiali e sanzioni conto il governo libico, accusato di immobilismo davanti alla strage e alle altre violenze perpetrate contro i cristiani da bande criminali d'impronta islamista. (R.P.)
Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2014/03/10/egitto._la_chiesa_copta_ortodossa:_evacuare_i_cristiani_copti_dalla/it1-779992
del sito Radio Vaticana
  1. siria papa violenze | Libero 24x7

    247.libero.it/.../siria-papa-no-a-violenze-basta-spargimento-di-sangue/
    ... belli i bambini siriani, come belle sono le donne scappate da un conflitto senza tregua. ... Per le violenze in Nigeria, le tensioni in Mali, in Sud Sudan e nella .
  2. La Stampa - Nigeria, i cristiani del Nord: "Governo incapace ...

    www.lastampa.it › Esteri
    11/giu/2012 - + Nigeria, morti e feriti in un doppio attacco contro le chiese ... ma la violenza firmata Boko Haram è tornata prepotente in scena e da gennaio ... e campanili del Plateau, si fronteggiano senza tregua gli hausa-fulani e i birom, ...
  3. [PDF]

    Articolo - Libertà a caro prezzo - Amici di Lazzaro

    www.amicidilazzaro.it/.../Articolo%20-%20Libertà%20a%20caro%20pre...
    Joy lo ripete senza tregua. ... avesse subito abusi e violenze in strada. ... hanno riportato Kathy in Nigeria e che le hanno permesso di tornare a Benin City dove ...
  4. Nigeria: il mezzo mea culpa della Shell per l'omicidio di Ken Saro ...

    sostenibile.blogosfere.it/.../nigeria-il-mezzo-mea-culpa-della-she...
    09/giu/2009 - Nigeria: il mezzo mea culpa della Shell per l'omicidio di Ken Saro Wiwa ... battuto senza tregua contro le devastazioni ambientali nel sud della Nigeria ... spazzati via da una scientifica violenza orientata al profitto e resa ancor ...
  5. Effetto Notte-Siria: Violenza percorre intero Paese - Video - Sky ...

    video.sky.it/news/mondo/effetto_nottesiria_violenza.../v124714.vid
    Guarda il video Effetto Notte-Siria: Violenza percorre intero Paese. Aggiornati con le ultime video notizie di Sky TG24 ... Nigeria, decine di morti negli attacchi ai cristiani ..... 11/09/2012 - Effetto Notte: Siria nelle strade violenza senza tregua ...
  6. Nigeria, 500 cristiani massacrati col machete "E ... - Il Giornale

    www.ilgiornale.it/.../nigeria-500-cristiani-massacrati-col-machete-e-confl...
    08/mar/2010 - cristiani in Nigeria: 500 morti, tra cui molte donne e bambini. ... bambini, il bilancio della nuova ondata di violenze contro i ... Kiev senza tregua ...
  7. Delta del Nigeria: guerriglia per il petrolio - Società Missioni Africane

    www.missioni-africane.org/782__Delta_del_Nigeria_guerriglia_per_il_p...
    La Nigeria è l'ottavo esportatore mondiale di petrolio e tre quarti delle risorse del ... Senza voler mettere in dubbio la sua sincerità, non potevo fare a meno di .... è stata caotica e contrassegnata da elezioni truccate e turbate dalle violenze. ... un nuovo comunicato dell'organizzazione ha annunciato la fine della tregua, visto ...
  8. Siria, 126 morti. Berlino espelle 4 diplomatici - ATTUALITA - Lettera43

    www.lettera43.it/attualita/.../siria-senza-tregua-i-bombardamenti-a-homs....
    09/feb/2012 - Una violenza che non risparmia nemmeno i bambini. Mentre in tutto il Paese si contano oggi non meno di 126 uccisi, secondo i Comitati locali ...
  9. Nigeria, 56 fedeli uccisi in moschea - Mondo - ANSA.it

    www.ansa.it › Mondo
    13/ago/2013 - Nigeria, 56 fedeli uccisi in moschea, Domenica mattina durante preghiera. ... ha avviato una caccia senza tregua agli estremisti di Boko Haram.
  10. Papaboys 3.0 – Continuano i massacri in Pakistan e Nigeria

    www.papaboys.org/continuano-i-massacri-in-pakistan-e-nigeria/
    6 giorni fa - ... i talebani, in risposta al mese di tregua dichiarato dagli “studenti del Corano”. ... Nigeria, la conta dei morti che Boko Haram si è lasciata alle spalle nel ... ufficiale con cui il governo di Lagos ha riconosciuto, dopo 4 anni di violenze, .... RU486 senza ricovero: forti perplessità delle associazione cattoliche
  1. Ancora strage in Nigeria. Padre Lombardi: «Orribile violenza»

    www.scoopsquare.com/.../1837421-ancora-strage-in-nigeria-padre-lomb...
    17/feb/2014 - Ancora strage in Nigeria. Padre ... Padre Lombardi: «Orribile violenza»» è apparso il giorno ... Continua senza tregua l'insurrezione islamista.
  2. Violenze senza tregua in Siria - L'Osservatore Romano

    www.osservatoreromano.va/it/news/violenze-senza-tregua-in-siria
    Violenze senza tregua in Siria. 08 febbraio 2012. Ancora violenze in Siria. ... Sulla Nigeria l'ombra dell'estremismo islamico. Si sono rivelate gravissime, con ...
  3. Video: Senza tregua il massacro di Cristiani in Nigeria | Esteri ...

    esteri.diariodelweb.it/esteri/video/?nid=20120107...
    07/gen/2012
    Senza tregua il massacro di Cristiani in Nigeria ... Nigeria, Natale di violenza anticristana: sei ...
  4. Spiragli di tregua in Nigeria - nigrizia.it

    www.nigrizia.it/notizia/spiragli-di-tregua-in-nigeria
    17/giu/2009 - Al contrario: in reazione alle violenze sui civili, i militanti hanno annunciato una guerra senza tregua alle multinazionali del petrolio che ...
  5. SENZA TREGUA IL MASSACRO DI CRISTIANI IN NIGERIA - TG La7

    tg.la7.it/.../senza-tregua-il-massacro-di-cristiani-in-nigeria-07-01-2012-6...
    07/gen/2012 - SENZA TREGUA IL MASSACRO DI CRISTIANI IN NIGERIA ... La Procura indiana accusa Girone e Latorre di violenza. La Corte Suprema ...
  6. Violenze Contro Cristiani Nigeria - Qoop

    www.qoop.it/violenze+contro+cristiani+nigeria
    VIOLENZE CONTRO CRISTIANI NIGERIA - tregua'' contro i cristiani e le ... del Karnataka e' in corso una violenza ''brutale e senza tregua'' contro i cristiani e le ...
  7. Donne in frantumi - Missioni Consolata

    www.rivistamissioniconsolata.it/cerca.php?azione=det&id=2555
    Nigeria-Italia: storie di ragazze abusate e rimpatriate ... Joy lo ripete senza tregua. ... Con violenza, ma anche con le lacrime che le si affacciano agli occhi.
  8. Storie di donne frantumate - Missione Oggi

    www.saverianibrescia.com/missione_oggi_stampa.php?...
    Joy lo ripete senza tregua. ... Con violenza, ma anche con le lacrime che le si affacciano agli occhi. .... Li ha lasciati in Nigeria per andare in Italia a "lavorare".
  9. SENZA TREGUA IL MASSACRO DI CRISTIANI IN NIGERIA - La7.it ...

    247.libero.it/focus/.../4/senza-tregua-il-massacro-di-cristiani-in-nigeria/
    07/gen/2012 - SENZA TREGUA IL MASSACRO DI CRISTIANI IN NIGERIA .... della strategia della tensione e della violenza contro i cristiani di Nigeria, si è ...
  10. Nigeria: non si ferma la violenza di Boko Haram - Lookout News

    www.lookoutnews.it/nigeria-boko-haram/
    NIGERIA. - 26 dicembre 2013 - 08:00. Non si ferma la violenza di Boko Haram. Secondo le Nazioni Unite ... Senza contare che dicembre – un mese in cui gli islamisti tendono a incrementare i loro attacchi, ... Amnistia in cambio di una tregua.