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AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE/Svizzera-Principato del Liechtenstein
è ora esente da imposizione fiscale in tutti Cantoni.
Con lettera del 29 novembre 2010 l’Ufficio di tassazione del Canton Lucerna concede, conformemente all’ Art. 23, cap. 1, lett. f della Legge federale sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni, l’esenzione dall’ imposizione fiscale ad AIUTO ALLA CHIESA CHE SOFFRE-Aiuto ai preti dell’est, con sede a Lucerna, in ragione dei suoi scopi di utilità pubblica. Questa esenzione vale anche per i restanti Cantoni e Comuni della Svizzera e del Principato del Liechtnestein.
 Nessuno Unius REI
Difendiamo i cristiani in Nigeria. Creata il 18 Giugno alle 16:50 da M. L.
Obiettivo raggiunto. 32.297/10.000. Petizione. Elenco firme
Commenti. Diffondi. “Difendiamo i cristiani in Nigeria, non aspettiamo la prossima domenica” è il nome dell’appello lanciato da Maurizio Lupi, Franco Frattini, Andrea Riccardi e Walter Veltroni. Con questo manifesto, affermiamo la volontà di impegnarci in ogni ambito e a tutti i livelli perchè in Nigeria, in Africa e in tutto il mondo si fermi l’eccidio di persone inermi colpevoli di professare la loro fede cristiana. Sollecitiamo tutti gli uomini e le donne di buona volontà, qualunque sia il loro credo, ad aderire a questo appello per la libertà religiosa. Solo una vasta mobilitazione dell’opinione pubblica è in grado di spingere le più alte istanze europee e internazionali a contrastare quest’odio assassino. Se resta viva in noi anche una sola briciola del senso di umanità e giustizia, non possiamo aspettare oltre ma dobbiamo mobilitarci a ogni livello per fermare la caccia al cristiano che si scatena ogni domenica nelle regioni settentrionali della Nigeria.
Dall’inizio dell’anno sono circa 600 i morti causati dal gruppo islamista Boko Haram, gran parte assassinati mentre erano a messa. Milioni di persone continuano a recarsi in chiesa scegliendo la libertà di credere e di manifestare la propria fede. Non possiamo assistere in silenzio alla sostanziale indifferenza che accompagna queste stragi e la negazione della libertà religiosa, principio che vale per ogni religione.
Quante altre domeniche devono passare con il rito delle bombe e del sangue innocente?
TU SEI INDIFFERENTE?
www.fermiamolastragedeicristiani.it
 Giovanni D'Orta Bisogna alzare la voce. Non è possibile che la morte di tanti martiri cristiani passi sotto silenzio. Nessun giornale ha riportato la notizia dei 109 studenti sgozzati, solo Avvenire ne ha parlato. E' mai possibile che ci siamo tanto assuefatti alla inevitabilità di tali eventi che non sentiamo nemmeno più il bisogno di parlarne?
28 Febbraio alle 18:19
Roberto Smaniotto Sperando che anche le gerarchie cattoliche provino un po' a richiamare l'attenzione del mondo su questa orribile mattanza, che non fa notizia nei mass-media, come nelle parrocchie.
27 Febbraio alle 18:37 
 Angela Merkel --- tu faresti meglio a studire le regole dei tuoi satanisti, i servizi segreti, CIA, quelli che, fanno i sacrifici umani sull'altare di satana 322 Bush! Dopotutto, cosa potrebbe dire una persona corrotta come te, fino al punto, di legittimare associazioni segrete massoniche, con, il furto della sovranità monetaria? ma, è questa, la sola verità che, può essere dimostrata, voi Bildenberg, voi siete per far sorgere il regno di Satana.. scie chimiche, Ogm, biologia sintetica, e micro-chip... ma, io vi ho già visti soffocare, nel vostro sangue, perché, io sono Unius REI!
 Nessuno Unius REI

Angela Merkel -- voi siete usciti dal vostro recinto per, venire a pestare, i miei piedi.. non è avvenuto il contrario! .. e la Crimea è sempre stata Russia.. però se, voi non siete daccordo? voi potete sempre venire a conquistarla!
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Nessuno Unius REI
56 minuti fa

Merkel evoca 'annessione' Crimea. Cancelliera tedesca, Mosca va contro le regole [really? ] Unius REI: one King over one world: evoca "annessione" Ucraiana, UE 322 USA, vanno contro le regole!
 Obama -- se, mi riconoscete come: Unius REI? poi, le armi: ve le potete mettere nel culo Gender Gmos Monsanto Spa! .. se, è poi la guerra mondiale, per Rothschild Spa FMI - NWO, che tu vuoi? poi, tu fatti avanti, che, io ti sto aspettando!
 Nessuno Unius REI

Obama ONU Amnesty ] STOP a fare lo stronzo nella Lega ARABA, nazi dhimmi, e denuncia, tu, la Sharia, per cui ogni terrorista islamico combatte!  [ Nel decennale del peggiore attentato islamico della sua storia, la Spagna commemora oggi le 191 vittime e gli oltre duemila feriti delle stragi dell'11 marzo 2004 con una cerimonia di Stato, presieduta dai monarchi, i principi delle Asturie e l'infanta Elena, cominciata alle 10,00 nella Cattedrale della Almudena di Madrid. Alla commemorazione, celebrata dall'arcivescovo di Madrid, cardinale Antonio Maria Rouco Varela, partecipano i rappresentanti delle principali associazioni di vittime del terrorismo - Asociacion 11M Afectados del Terrorismo, Asociacion de Victimas del terrorismo, Asociacion de Ayuda a las Victimas del Terrorismo, Asociacion de Ayuda a las Victimas dell'11-M - il premier Mariano Rajoy e esponenti delle principali istituzioni dello Stato. Un imponente dispositivo di sicurezza controlla le adiacenze della cattedrale nella Plaza de Oriente. La cerimonia è la prima di una serie di atti convocati a dieci anni dalle stragi.
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Nessuno Unius REI
4 ore fa (modificato)

Obama -- mio nonno diceva: "le ragioni non finiscono mai!" .. ma, la questione Ucraina non va vista in se (avulsa da un contesto geopolitico), o non va vista, attraverso, pericolose logiche.. che, sono ragionamenti umani, che, possono sembrare, corretti, in apparenza (le ragioni di satana per la guerra mondiale).. ma, la questione: va vista, dal punto di vista: del diritto inviolabile: della Russia: di difendere: se stessa! poiché: la Legge di non fare entrare: nel Mar Nero, altri paesi esterni, ed in questo caso la Ucraina della NATO: diventa: il più pericoloso paese esterno.. prende, la prevalenza, su ogni altro tipo: di argomento, cioè, la questione strategica della difesa Russa.. e direi le stesse parole, se, si fosse trattato di difendere, la posizione difensiva strategica, di: USA! .. quindi, non farti tirare da satana in un pasticcio! Cia nega di aver spiato computer Senato [ ma, il NWO 666 FMI dei ladri Farisei, non si può permettere la debolezza di non spiare il mondo in qualche mondo ]
Era stata accusata dalla presidente commissione Intelligence
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Nessuno Unius REI
4 ore fa

king Saudi Arabia -- devo dirti una cosa, che, io non ho mai detto a nessuno.. quando mio nonno è morto a 92 anni, ed anche prima, lui era cieco per la cateratta.. ma, io gli baciavo le mani, ogni tanto .. e lui si vergognava di questo mio gesto, perché, lui credeva di essere stato un peccatore! .. ed invece, anche, se, io conoscevo tutti i suoi peccati, tuttavia, io lo stimavo: ugualmente, così, come, io spero di poter stimare te, anche! ovviamente, se, tu mi darai quello, che, io voglio, io ti darò tutte le password dei miei siti, e così, tu potrai cancellare tutto quello, che, tu ritieni offensivo.. ovviamente, se tu non uccidevi 300 cristiani martiri innocenti, ogni giorno? io non avrei mai scritto quelle cose! io sono una persona educata, e gentile, molto sensibile con gli amici! .. e poi, io dell'Islam ho una visione veramente nobile e santa. . ecco perché, io non posso identificare, il mio Islam, con tutti gli omicidi, che, tu fai fare ogni giorno!
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/user/YouTube/discussion  [CIA 666 NSA] -- ma, quanta paura tu hai, di fare apparire, su questa pagina il mio : /user/politicalUniusREI  [ordine esecutivo 11110 Unius REI ]?
tanto lo sanno tutti, che sei stato tu, insieme a Rothschild Spa FMI, ad uccidere: "John Fitzgerald Kennedy"
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Nessuno Unius REI
1 giorno fa

08 febbraio 2012 [ solo la Arabia Saudita ha il potere di controllare gli jihadisti terroristi.. non dipende da Assad fermare le operazioni millitari! Quindi il lavoro saudita salafita è quello di distruggere ogni diversità.. è colpa degli USA, se tutte le Nazioni del mondo sono costrette ad essere ipocrite! ] Ancora violenze in Siria. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha chiesto nuovamente che gli scontri «cessino immediatamente» affermando che «la mancanza di accordo all’interno del Consiglio di sicurezza dell’Onu non dà la licenza alle autorità siriane di intensificare le violenze contro la popolazione». In base a fonti degli attivisti, ieri, nelle violenze sono stati uccisi quasi cento civili, per la maggior parte nell’area della città di Homs. Scontri anche nella provincia nordoccidentale di Idlib e in varie città, tra cui Aleppo. Le autorità di Damasco hanno smentito queste notizie. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, è atteso oggi in Siria per colloqui con le autorità di Damasco, mentre — stando alle notizie diffuse dalla Bbc — sono ripresi i disordini a Homs. Dall’ufficio di Lavrov hanno fatto sapere che il ministro è stato inviato a Damasco perché Mosca lavora per una «rapida stabilizzazione della situazione in Siria». Nella capitale siriana Lavrov avrà un incontro con il presidente Bashar Al Assad. In base a quanto riferito nei giorni scorsi dall’agenzia di stampa russa Interfax, ad accompagnare il capo della diplomazia russa a Damasco ci sarà il responsabile dell’intelligence estera, Mikhail Fradkov. Ieri Lavrov ha definito la reazione della comunità internazionale, dopo il veto di Russia e Cina alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu sulla Siria, «al limite dell’isteria». Intanto, gli Stati Uniti hanno chiuso la loro ambasciata a Damasco, richiamando i diplomatici in Siria. Anche la Gran Bretagna, attraverso il ministro degli Esteri, William Hague, ha annunciato di aver richiamato «per consultazioni» il proprio ambasciatore in Siria. Il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi di Sant’Agata, ha sottolineato che l’invito a espellere gli ambasciatori siriani e a richiamare i rappresentanti diplomatici a Damasco è «in questo momento oggetto di concertazione tra Paesi europei».
Cina. Il partito comunista fa rimuovere con le gru le croci dai tetti delle chiese perché «troppo vistose»
marzo 4, 2014 Leone Grotti
Il partito comunista cinese ha cominciato a rimuovere dalla sommità delle chiese le croci perché «troppo vistose». È quanto accaduto settimana scorsa nella provincia costiera di Zhejiang dove più di 200 persone inviate dal governo locale del distretto di Yuhang con l’aiuto di una gru hanno rimosso la croce da una chiesa protestante.
«CROCE DEMOLITA». «Non ci hanno neanche avvisato: sono arrivati e hanno demolito la croce in 20 minuti», ha dichiarato il pastore Sheng al gruppo che monitora la libertà religiosa in Cina, ChinaAid. «Ci hanno detto che la croce è troppo vistosa e ce ne hanno fatto mettere una piccolina sulla facciata della chiesa. Hanno aggiunto che la rettifica della posizione della croce è stata comandata dalle autorità. Ma la croce non aveva bisogno di essere rettificata in alcun modo».
CHIESA “UFFICIALE”. Nella stessa provincia, sono state rimosse altre due croci e un’altra nella provincia di Anhui. In Cina la persecuzione dei cristiani non è una novità ma questa volta ad essere colpite sono state delle chiese del Movimento delle tre autonomie, la congregazione religiosa “ufficiale” voluta da Mao Zedong e che deve insegnare, più che il verbo di Gesù, quello del Partito. Pechino consente una ristretta e monitorata libertà di culto solo alle congregazioni protestanti che si iscrivono al Movimento delle tre autonomie, mentre arresta e disperde i fedeli di comunità sotterranee.
Nella Contea di Nanle (Henan) le autorità locali hanno arrestato di recente il pastore della chiesa e 20 fedeli protestanti, nonostante fossero cristiani “ufficiali”.
ATEISMO NECESSARIO. Anche se un membro del partito comunista cinese ha di recente affermato che «il governo apprezza l’aiuto della Chiesa», la verità è che l’ateismo è ancora un requisito necessario per entrare a far parte del partito comunista e del governo e le religioni vengono tollerate se non interferiscono con i valori del comunismo.
Non a caso il vescovo di Shanghai Ma Daqin è stato arrestato nel 2012, ed è tutt’oggi recluso, per aver annunciato il giorno dell’ordinazione che avrebbe abbandonato l’Associazione patriottica, il surrogato comunista della Chiesa cattolica.
INCUBO CINESE. A un anno dalla nomina di Xi Jinping come nuovo presidente del paese e segretario del partito comunista, la repressione di ogni tipo di libertà in Cina è aumentata. Il “sogno cinese”, lo slogan coniato da Xi, si sta tramutando per il suo popolo in un incubo: come riportato da Chinese Human Rights Defenders, infatti, da marzo 2013 a marzo 2014 gli arresti e le sparizioni forzate di attivisti sono addirittura triplicati rispetto al 2012, risultando più severe di quelle del 2008, quando a Pechino si tennero le Olimpiadi, e le peggiori dopo quelle degli anni ’90.
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In città: Sì della Regione alla legge contro la violenza sulle donne. [ corruzione morale assoluta, la teoria del gender, farà collassare la Chiesa nella apostasia ed aprirà il dominio dei satanisti sul pianeta! ] tra gli obiettivi del testo anche la prevenzione e la promozione della cultura del rispetto. Accolti gli emendamenti a firma Tarzia, che hanno eliminato i termini che rimandavano alla teoria del gender di R. S. Soddisfazione, da parte del consigliere d’opposizione Olimpia Tarzia, vice presidente della commissione Cultura della Regione e presidente del Movimento PER, per l’accoglienza degli emendamenti presentati, «finalizzati a eliminare i termini che rimandavano alla teoria del gender», e che hanno consentito di «liberare la legge dalla malcelata ideologia che surrettiziamente apriva al mondo lgbt». Approvati anche gli emendamenti presentati da Tarzia che estendono la collaborazione con tutto l’associazionismo di volontariato e quelli che eliminavano l'attribuzione della violenza solo agli uomini, come prevedeva il testo base, «evitando così una legge “sessista” e discriminatoria al contrario». Eppure al voto finale Tarzia si è astenuta. Il motivo: il no dell’Aula a due emendamenti relativi all’istigazione all’aborto e alla pratica dell’utero in affitto quali forme di violenza. Il bilancio, per la presidente di PER, è comunque positivo: «Ritengo - afferma - che sia stata una grande vittoria, culturale prima ancora che politica». 7 marzo 2014
I russi ormai hanno capito il «giochino» dell’Europa
marzo 4, 2014 Riccardo Ruggeri
Tratto da Italia Oggi – La Libia era un paese stabile, ora ha i tagliagola. Si voleva abbattere il losco Assad, si è rafforzato al Qaeda. Le nostre élite fanno paura
Confesso un pregiudizio. Quando leggo Bernard-Henri Lévi un brivido mi percorre la schiena, temo che Hollande, Cameron, Obama, seguendo le sue ridicole elucubrazioni politico-filosofiche, si buttino in una delle loro tante guerre idiota. Cominciò con Gheddafi, proseguì con Assad, ai primi moti in Ucraina, BHL si schierò contro Putin, fomentando l’Europa perché «proteggesse» i rivoltosi. Intendiamoci, BHL resta un dandy annoiato, dalla camicia bianca sempre sbottonata, il classico intellettuale elitario inutile, presto si dimenticherà degli ucraini, ma il problema resta, ed è pericoloso. Specie se il dossier è, come è, nella mani delle inette leadership occidentali, e dei burocrati di Bruxelles. Ora l’ha preso in mano Putin, sarà pure uno sgradevole maschio alfa, però ha una lucidità politica che manca ai tre.
Non è necessario essere esperti di politica internazionale per capire che la crisi ucraina, sotto gli occhi spietati delle televisioni e dei social network, altro non è che lo scontro di etnie diverse che si combattono fin dal XVI secolo. Le province orientali russe non cederanno mai la propria autonomia a Kiev, che loro associano agli odiati galiziani, accusati di essersi aggregati alla Germania nazista, e che ora si spacciano per europeisti. Lo stesso, anzi di più, vale per la Crimea, che fu «regalata» dall’Urss all’Ucraina nel 1954, tramite l’ucraino Nikita Krushev: la cessione avvenne durante una sua terribile sbornia di vodka.
Per fortuna, in politica, dopo l’iniziale ubriacatura di parole alte e nobili, in cui noi primeggiamo, si torna alla sintesi: «pace o guerra, ma chi paga»? Curiosi questi ucraini filo europei, campano da sempre a spese della Russia (dazi favorevoli e gas) ma cercano la loro «identità» in Europa, a spese nostre. Sono falliti, hanno 70 miliardi di debiti. Appena Putin ha congelato i finanziamenti, si sono precipitati a Bruxelles a chiedere quattrini, 35 miliardi di sull’unghia (pro-memoria per Renzi: si opponga, dovremmo accollarci il 17,9% di tale somma, siamo già esposti per 5 miliardi che forse non vedremo mai più).
Come ha detto l’ex ambasciatore Stanevskiy a Michele Pierri (Formiche 1° marzo) i russi ormai hanno capito il «giochino» dell’Europa: adesione significa sposare un modello economico che crea disoccupati, la pagherebbero gli ucraini di etnia russa, questi avendo colà i parenti si riverserebbero in massa in Russia. I russi hanno già pagato a caro prezzo l’adesione delle Repubbliche baltiche all’Europa: hanno dovuto prendersi gli «esuberi» e gli «esodati», il 15% della popolazione. Ora si sono stufati: a loro i costi della «ristrutturazione», agli occidentali fatturato e dividendi. Stanevskiy osserva che l’Europa è una curiosa democrazia selettiva: «difende, giustamente, i gay e i rom ma non le centinaia di migliaia di espulsi dalla Repubbliche baltiche solo perché di origine russa». Che rispondergli? Il razzismo è una brutta bestia, sempre.
Auguriamoci che Putin, l’unico leader politico vero sulla scena mondiale (mi secca riconoscerlo), continui a mantenere l’attuale atteggiamento da gatto soriano, con questi soldati muti e umili (senza mostrine e canna del fucile verso terra) e colloqui solo con Merkel, l’unico leader affidabile. Dalle rivoluzioni si esce o con una guerra civile con vincitori e vinti (sicuri che ci convenga?) o con una separazione (secondo Sergio Romano, in quattro: Leopoli, Kiev, russofoni, Crimea). Non dimentichiamo che la Crimea e l’Ucraina russofona sono il «giardino di casa» di Putin, come Cuba lo era per Kennedy. A volta la soluzione è nella carta geografica.
Guardiamoci indietro. Quando le leadership euro-americane giocano alla geopolitica lo schema è ripetitivo: la rivoluzione inizia in un clima di rivolta studentesca alto borghese, di «occupy piazze», dopo i primi successi entrano in campo i violenti (in questo caso i paramilitari nazistoidi che si ispirano a Stefan Bandera), il controllo della situazione passa a costoro, il finale è identico: sconfitta dell’Occidente. La Libia era un paese «benestante» e pacifico, dopo l’intervento euro-americano è un covo di tagliagole, si voleva abbattere il «losco» Assad e si è rafforzato Al Qaeda, che ora sta infettando Medio Oriente e Africa. L’Iraq? Gli americani si mossero falsificando i dati, non conoscevano nulla del Paese, nessuna idea avevano sul «dopo Saddam». Lo stesso è avvenuto in Afghanistan. Giocano alla guerra con la mentalità dei soldatini di piombo. Poco prima della ripresa di Obama, in jeans, che parla con Putin, minacciandolo, hanno proiettato un filmato ove Obama e Biden facevano jogging nei corridoi della Casa Bianca per sponsorizzare l’orto di Michelle. Che tristezza.
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Famiglia: Manuale di autodifesa dall'aggressione del gender nelle scuole. Il Forum famiglie scende in campo. Francesco Beleltti: l'iniziativa nata dall'esigenza dei genitori di non essere estromessi dalle scelte educative nei confronti dei propri figli di Giovanna Pasqualin Traversa (Agenzia Sir). Mentre avanza nelle scuole italiane l’offensiva dell’ideologia del “genere” con gli opuscoli “Educare alla diversità” e le diverse iniziative collegate, il Forum delle associazioni familiari dell’Umbria corre ai ripari e predispone un manuale per genitori con figli da 0 a 18 anni, intitolandolo “Dodici strumenti di autodifesa dalla teoria del gender”. Indicazioni pratiche contro il rischio indottrinamento, come verificare i piani di offerta formativa prima dell’iscrizione scolastica, tenersi informati sui contenuti proposti, segnalare eventuali abusi al dirigente scolastico o addirittura denunciare, in alcuni casi, il verificarsi di veri e propri episodi di violenza privata nei confronti dei figli. Francesco Belletti, presidente nazionale del Forum, spiega che è in corso una discussione su come rilanciare a livello nazionale uno strumento «che riflette l’esigenza dei genitori di non essere estromessi dalle scelte educative nei confronti dei propri figli», e sottolinea che la scuola «ha oggi bisogno di una nuova alleanza educativa tra tutte le sue componenti»; di una «coprogettazione» in cui «non può essere ignorato il punto di vista dei genitori» ai quali l’articolo 30 della Costituzione «attribuisce il diritto-dovere di educare i figli». Per Belletti «sono da respingere iniziative che arrivino dall’alto con la vecchia logica della circolare ministeriale». Sul tema dell’identità sessuale e dell’educazione alla sessualità, avverte, «non si può viaggiare per ricette approssimative. Il fatto stesso che alcuni di questi percorsi chiedano ai docenti di uscire dall’aula, e il materiale venga gestito dalle associazioni di riferimento senza la custodia di chi è titolare della responsabilità educativa, dice che si tratta di un’iniziativa ideologica». Del progetto umbro abbiamo parlato con Simone Pillon, responsabile del Forum regionale e consigliere nazionale della Commissione relazioni familiari e diritto.
Come nasce questo “manuale” di autodifesa?
Nasce in risposta alla necessità di molti genitori, emersa un mese fa in un convegno a Collevalenza, di avere indicazioni pratiche su come fronteggiare questa emergenza, insieme a diverse segnalazioni di quello che sta accadendo in alcune scuole. Dodici punti che tentano di tenere insieme l’alleanza con la scuola ma anche la libertà di scelta educativa dei genitori.
In concreto, che cosa vi è stato segnalato?
Anche qualche episodio di violenza privata. Proprio qualche sera fa, nel corso di un incontro a Perugia, una mamma ha raccontato che con la minaccia di un brutto voto o di una bocciatura, la figlia quattordicenne è stata costretta, insieme ad altri compagni, ad assistere ad una “lezione” sul “gender” e a vedere spezzoni di film pornografici, nonostante avesse manifestato il desiderio di non farlo. A mio avviso ci sono tutti gli estremi per una denuncia di violenza privata.
Come è stata la recezione del vademecum?
Il Forum nazionale sta studiando come assumerlo, e anche la Manif pour tous ci ha chiesto di utilizzarlo, ma abbiamo avuto una sorprendente diffusione anche in Spagna.
Che cosa c’è dietro l’iniziativa dell’Unar, protagonista assoluta della campagna pro gender?
Non certo il rispetto del diverso o la necessità di superare le discriminazioni, bensì la volontà di imporre un’ideologia mascherandola come difesa dei diritti, lotta contro il bullismo e la violenza. Basta che una persona riesca a fare passare in Consiglio d’istituto l’iniziativa come meritevole, e il gioco è fatto, anche perché il contenuto delle “lezioni” è sempre lasciato all’iniziativa di chi le svolgerà. Interpellato sui motivi per i quali l’Arcigay avesse tenuto corsi di questo tipo, un preside ha ammesso di non averne verificato i contenuti.
Come intervenire?
Anzitutto con l’informazione e la formazione, smascherando queste manovre e affermando la verità: l’ideologia di “genere” è fondata su falsi presupposti di carattere antropologico, scientifico e morale. Una volta consapevoli della posta in gioco, i genitori sono i primi a mobilitarsi. Per questo, il 23 marzo terremo un incontro interregionale a Perugia, nel corso del quale svilupperemo, con l’aiuto di esperti, un discorso multidisciplinare: antropologico, scientifico, giuridico e teologico. Ci arrivano richieste da tutta Italia, da genitori e docenti. E non si può più perdere tempo.
Che risposta ha avuto dalla Chiesa locale?
Dal cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti viva soddisfazione e pieno appoggio. Potrei parlare di una “santa condivisione”. Il problema però non riguarda solo i cattolici. Ieri alcuni genitori “agnostici” ci hanno avvertito che sul sito del Miur, la maschera per le iscrizioni scolastiche online prevede, oltre alla voce “genitore 1” e “genitore 2”, che per il primo sia obbligatorio specificare il sesso, per il secondo si possa scegliere l’opzione “annulla” e procedere oltre.
Secondo lei, i genitori hanno ancora fiducia nella scuola?
La gente era abituata a fidarsi, anche se forse con eccessive deleghe in bianco. Oggi percepiamo che molti genitori si sentono “traditi” dalla scuola, si sta diffondendo il sentimento di una fiducia malriposta. È anche vero che alcuni docenti ci riferiscono di avere tentato una battaglia contro l’ideologia “gender” ma di essere stati lasciati soli, sia dai colleghi, sia dai genitori, probabilmente non consapevoli della posta in gioco.
6 marzo 2014
Per non dire di Che Guevara, un tagliagole
marzo 6, 2014 Redazione
Tratto da Italia Oggi - È morto in esilio, all’età di 95 anni, il dissidente cubano Huber Matos (nella foto). Aveva partecipato alla rivoluzione. Il 6 gennaio 1959 entrarono all’Avana, a capo dell’Esercito ribelle, tre persone: Fidel Castro, Camilo Cienfuegos e, appunto, Matos.
Presto però si trovò in disaccordo con Castro sull’abbandono della Costituzione democratica e progressista del 1940 e sull’eliminazione delle elezioni libere. Entrambi questi punti erano nel programma della guerriglia. Più che opporsi frontalmente, Matos si ritirò a vita privata scrivendo una lettera molto rispettosa «al compagno Fidel» nella quale diceva: «Non voglio diventare un ostacolo alla rivoluzione».
Le reazioni di Castro e di Guevara furono rabbiose. Matos venne arrestato e, condannato per «tradimento», passò vent’anni in carcere prima di essere esiliato. E pensare che ci sono ancora persone che guardano con simpatia a Castro, dittatore sanguinario. Per non dire del Che, un tagliagole.
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Netanyahu, [ tutti sanno della Arabia Saudita, ma, tutti tacciono! perché, tu chiami ipocriti gli altri, quando tutti sanno, che, è la Arabia SAudita che gestisce la galassia jihadista? e anche tu come ipocrita taci.. ma, questo non ti gioverà! ] Ancora strage in Nigeria. Padre Lombardi: «Orribile violenza». La preoccupazione del portavoce vaticano per il nuovo attacco che ha colpito il Nord del Paese: «Una situazione drammatica. Preghiamo per le vittime e speriamo che i responsabili trovino vie per uscirne» di R. S. È ancora strage di cristiani nella Nigeria settentrionale, dove nella notte tra sabato e domenica, nel villaggio di Izghe, sono morte oltre 100 persone, in un attacco attribuito a miliziani del movimento estremista islamico Boko Haram. «Una situazione drammatica di terribile e orribile violenza - ha commentato il portavoce vaticano padre Federico Lombardi -, che colpisce tantissimi innocenti tra cui molti cristiani». A raccontare la vicenda, un testimone, a cui ha dato voce la stampa, secondo il quale gli autori dell’azione terroristica, camuffati con uniformi delle forze di sicurezza, avrebbero radunato gli abitanti in un unico luogo prima di cominciare il massacro. I miliziani, riferisce il testimone, sarebbero anche andati in cerca delle loro vittime casa per casa, bruciando alcune abitazioni e saccheggiando vari negozi prima di abbandonare il villaggio. Centinaia di civili sono stati costretti alla fuga. Nel villaggio, secondo le prime ricostruzioni, non erano presenti uomini delle forze di sicurezza, malgrado nello stato di Borno sia in vigore da maggio dello scorso anno uno stato d’emergenza, con frequenti operazioni militari contro gli islamisti. «Preghiamo per le vittime - l’invito di padre Lombardi - e speriamo che i responsabili trovino le vie per fermare tanta assurda violenza». 17 febbraio 2014
Venezuela. Attaccate chiese «anche durante la Messa», distrutti tabernacoli, rubate offerte
marzo 11, 2014 Radio Vaticana
Tratto da Radio Vaticana - Diverse chiese sono state investite dagli atti di violenza verificatisi negli ultimi giorni in Venezuela: la notizia è stata data da mons. Victor Hugo Basabe, sottosegretario della Conferenza episcopale del Venezuela, parlando ai media. Secondo le informazioni inviate all’agenzia Fides, il sottosegretario ha detto che “alcune chiese che si trovano nei luoghi dove la conflittualità è stata alta, sono state attaccate da gruppi violenti”, anche “in piena Messa”. Ha citato quindi la chiesa di Santa Barbara a Mérida, dove gruppi irregolari hanno fatto irruzione mentre si celebrava la Messa. Inoltre le forze dell’ordine pubblico hanno aggredito un sacerdote, padre José Palmar, durante una marcia a Maracaibo, il 19 febbraio.
Mons. Rafael Conde, vescovo della diocesi di Maracay, in un comunicato pervenuto a Fides ha denunciato gli atti sacrileghi e di vandalismo accaduti nella parrocchia di Nostra Signora di La Candelaria a la Otra Banda de La Victoria, nel comune di Ribas, nello stato di Aragua, dove è stato distrutto il tabernacolo, gettate in terra le ostie consacrate, rubato l’impianto stereofonico della chiesa e danneggiata la nicchia del Cristo crocifisso per sottrarre la cassetta delle offerte. Mons. Conde ha riferito anche di un altro atto vandalico avvenuto nella parrocchia di La Candelaria a Maracay. “L’insicurezza ci riguarda tutti, non distingue, non chiede, siamo tutti sottoposti a queste violenze” ha commentato. Ieri si è registrata un’altra vittima, a Tachira: uno studente di 24 anni.
Il Paese è diviso e mentre il presidente Maduro ha convocato un terzo “dialogo di Pace”, l’opposizione è ferma a non voler partecipare. Ieri sera il Segretario generale dell’Oea (Organizzazione degli Stati Americani), José Miguel Insulza, ha detto alla stampa internazionale che la Chiesa cattolica potrebbe essere la mediatrice per portare avanti un vero dialogo di pace e risolvere la terribile situazione che il Venezuela sta vivendo da un mese. (R.P.)
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Netanyahu, irresponsabile ignorare Iran. [ e perché, è responsabile ignorare la Arabia SAudita? sono tutti assassini seriali. maniaci religiosi, sharia imperialismo.. ed anche tu sei un ipocrita, se, tu pensi al tuo interesse personale, invece, che pensare alla verità, perché, tu non puoi vedere, tutto il percorso delle radici occulte del male, quindi tu ignori il tuo vero pericolo! ] Il premier israeliano mostra armi a bordo navi intercettata. 10 marzo, #EILAT, [] "La volontà di ignorare la vera politica dell'Iran è da irresponsabili". Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu alla stampa internazionale a cui ha mostrato il carico della nave proveniente dall'Iran intercettata di fronte alla costa del Sudan. "Quelli che cadono in questo inganno - ha aggiunto - devono svegliarsi". "Ho sentito poche condanne da parte della comunità internazionale sull'episodio della nave: e' l'epoca dell'ipocrisia".